5 PANCHINE AFFACCIATE SUL MONDO

CANTON TICINO

COMUNICATO STAMPA

 

5 PANCHINE AFFACCIATE SUL MONDO

Semplicemente sedersi e lasciare che il mondo giri. Non postare una foto, non fare un selfie, non puntare il dito sulla cima innevata in lontananza. Accendere i 5 sensi e inspirare lo scenario davanti ai propri occhi. In Ticino ci sono 5 panchine che potrebbero diventare le vostre preferite

Di questi posti ce ne sono molti, tutti abbiamo una panchina preferita, vero? Tuttavia, non li visitiamo abbastanza, quando il bello invece è proprio poterci ritornare.

 

Una panchina sull’UNESCO

Nel Mendrisiotto si può passeggiare su milioni di anni di storia per poi sedersi comodamente ad osservare il panorama. Camminando sul Monte San Giorgio la salita si fa sentire, ma ad accogliervi c’è un panorama mozzafiato… e un piccolo rifugio pronto ad offrire ristoro per pochi soldi. Niente high tech, niente bottoni da premere o codici da digitare: nel rifugio sulla montagna Patrimonio mondiale dell’UNESCO c’è una semplice fessura nella parete dove mettere 3 franchi per poter prendere una tra le bibite disposte sul ripiano sottostante. Un segno di fiducia, ma soprattutto una bella e rinfrescante sorpresa che, dopo la salita tra i boschi di faggio e di castagno, fa subito apparire un bel sorriso.

La salita che da Meride porta fino alla cima del Monte San Giorgio lungo un percorso acciottolato è abbastanza faticosa: supera un dislivello di circa 500 metri e l'ultimo pezzo, dove la cima è lì che sembra vicina e ti osserva dall’alto, è esposto al sole e richiede ancora un ultimo sforzo. Poi però, una volta arrivata in cima, il panorama mozzafiato è un premio stupendo per i vostri occhi: quella terrazza sul Lago di Lugano, su Melide e Morcote e sulle splendide montagne ha una bellezza impagabile e il panorama sembra essere in posa davanti alla comoda panchina.


Una panchina nel Parco San Michele (Lugano)

Situato a Castagnola, sul pendio del Monte Bré, il Parco San Michele offre la vista panoramica più affascinante di tutta Lugano. Immersi in questo luogo incantato, la città sottostante e il suo traffico appaiono insignificanti a confronto degli orizzonti che lo sguardo può abbracciare e delle sensazioni che la natura può suscitare.

Dietro la cappella dedicata a San Michele, si estende la principale terrazza panoramica del parco, dalla quale si gode di una vista unica. Da questa posizione privilegiata si possono ammirare il golfo di Lugano, il Lido e il lungolago. Lo scenario è chiuso dal Monte San Salvatore che, da questa prospettiva, si staglia in tutta la sua imponenza. In lontananza emergono le cime della catena alpina in una molteplicità di forme e di colori che, al tramonto, si fanno incandescenti. Sulla sinistra, l'occhio può spaziare da Melide, Campione e Bissone fino alla pianura lombarda.

Il Parco San Michele si contraddistingue non solo grazie alla vista di rara bellezza ma anche grazie alla presenza di alcuni meravigliosi elementi architettonici: la cappella dedicata a San Michele, il rustico e alcune sculture di pietra. San Michele stupisce anche per la vegetazione: i suoi sentieri conducono attraverso una tipica vegetazione meridionale, ricca di glicini, oleandri, querce, olmi, carpini, frassini e allori. Il Parco San Michele si trova a Castagnola e può essere raggiunto in 5 minuti a piedi sia dal posteggio di Ruvigliana, sia dal posteggio della chiesa di Castagnola che dalla fermata intermediaria della funicolare Monte Bré.


Una panchina tra le rovine del villaggio Prada (Bellinzona)

Un’aura di mistero circonda le rovine del villaggio di Prada. Abitato sin dal Medioevo (prima attestazione 1381), nel 1583 contava ancora 40 famiglie (160 - 200 persone) che godevano degli stessi diritti e privilegi di coloro che abitavano nel borgo, con il diritto di partecipare alle sedute del Consiglio di Bellinzona. A partire dalla prima metà del 1600, per motivi sconosciuti il villaggio è stato abbandonato. Si ipotizzano varie concause, tra le quali l'epidemia di peste, che imperversò nella regione tra il 1629 e il 1630, così come le condizioni meteorologiche avverse. A Prada si possono osservare più di una trentina di rovine di edifici, in origine alti fino a tre piani, che si sono preservati fino ad oggi grazie alla raffinata tecnica di costruzione utilizzata per gli stabili, che prevedeva di rinforzare gli angoli con i sassi più grandi e ben squadrati oltre a impiegare la malta di calce come legante.

Sulla planimetria del villaggio si possono osservare diversi gruppi di case addossate le une alle altre come moderne casette a schiera, questa peculiarità così evidente la si trova solo a Prada. Peculiarità che verrà messa in risalto dai lavori di consolidamento che la Fondazione Prada si appresta ad eseguire su alcuni diroccati del villaggio medievale. Previsto anche il recupero di uno degli edifici meglio conservati che sarà restaurato e ricostruito nelle sue parti mancanti per poi essere adibito a spazio di carattere informativo e didattico.

La chiesa dedicata ai Santi Girolamo e Rocco attestata dal 1498, ma probabilmente esisteva già prima, è l’edificio meglio conservato dell’antico villaggio. Fu ampliata nella seconda metà del 1600 e l’attuale campanile è del 1816, il sacro edificio è stato restaurato negli anni ’80 del secolo scorso grazie all’Associazione Nümm da Prada. All’interno, sull’arco trionfale troviamo interessanti affreschi tardo medioevali restaurati nel 2009.

 

Una panchina a Cardada (Locarno)

A Orselina, vicino al Santuario Madonna del Sasso, c'è la stazione di partenza della funivia per Cardada. Per arrivare alla stazione di partenza c'è la bellissima variante di utilizzare la Funicolare Locarno-Orselina.
Da visitare a Cardada il promontorio paesaggistico o passerella che si inoltra nel bosco come una fuga. Nel pavimento di granito della passerella sono incavati alcuni segni simbolici che accompagnano il visitatore nella parte terminale, dove sono raccontati brevi testi e immagini rapportati ai luoghi, di cui narrano alcune particolarità e la storia. Da qui la vista sul Lago Maggiore è sconvolgente e indimenticabile.

Lungo il percorso ludico di 1,2 km si incontrano una serie di giochi destinati a tutte le fasce d'età. Secondo il motto "scoprire giocando" divertono ricordando l'avventura, il fantastico, la meraviglia e la voglia di movimento che perdiamo facilmente con la vita moderna. Sono giochi assolutamente originali e innovativi, come ad esempio le colonne comunicanti, che trasportano il suono e sembrano un antico modello di telefono.

Con la seggiovia a due posti si sale da Cardada a Cimetta. Sospesi in parallelo all'asse di guida permette di godere dell'incomparabile vista anche durante il viaggio. Il punto più alto a Cimetta è l'osservatorio geologico con una vista panoramica a 360°. Lo spazio circolare si inserisce come una piattaforma tra le rocce. Qui viene sviluppato il tema "l'orizzonte delle rocce, la collisione tra due continenti". La piazza è in effetti attraversata da una retta riferita alla Linea Insubrica , che milioni di anni or sono ha separato la placca europea da quella africana. La linea è spiegata in questo osservatorio, che presenta e descrive pietre delle due diverse placche. La vista spazia dal Delta del fiume Maggia, tra Locarno e Ascona, il punto più basso della Svizzera, al Monte Rosa il punto più alto della Svizzera.

Cardada Cimetta, la splendida montagna a pochi minuti da Locarno offre pace, natura e passeggiate attraenti e piacevoli. I ristoranti e le capanne sono lieti di accogliervi con la tipica cucina ticinese.

 

Una panchina a Mergugno nel bosco giallo (Brissago)

Il Bosco Sacro di Mergugno è unico in Svizzera. Vi cresce abbondante il maggiociondolo di montagna, piccolo albero che raggiunge un’età venerabile. Impregna profondamente l’atmosfera del luogo, soprattutto fra maggio e giugno con i suoi grandi fiori giallo-oro molto profumati.

In un quarto d’ora dalla Posta di Brissago, passando per la frazione d’Incella, dopo una serie di tornati si giunge al Monte Mergugno. Lasciata l’auto presso il posteggio a fine strada, si prosegue a piedi lungo un sentiero segnalato in direzione “Al legn, Ghiridone”.

Una ventina di minuti e ci si trova in un bel prato con rododendri e maggiociondoli solitari, che si stagliano magnificamente contro le falde del Ghiridone. Al momento della fioritura, tra maggio e giugno, questo posto è la mecca di botanici e ammiratori della natura. Lo spettacolo dei fiori a grappolo del maggiociondolo di montagna, gialli e profumati, è veramente unico. Un'ulteriore ventina di minuti e si ammirano poi gli esemplari più impressionanti, corrugati, fessurati, cavernosi, contorti. Sono grandi individualità, dimore di demoni della natura, alcuni a terra in lentissima decomposizione. I luoghi invitano alla camminata lenta. Gli scenari forestali sono unici, il panorama sul Lago Maggiore grandioso.


 

Per maggiori informazioni:

TICINO TURISMO

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09/09/2020